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Jasmina Tesanovic
Jasmina TešanovicJasmina Tešanovic, nata in Jugoslavia, l’ha però lasciata a sei anni ed è cresciuta prima in Egitto poi in Inghilterra e infine in Italia, dove ha studiato lettere moderne e cinema (tesi di laurea su Tarkovsky). Perciò parla e scrive in diverse lingue. In italiano ha scritto solo un racconto “Gorbaciov ed io: due grandi popoli”, pubblicato nel '91 da Panta. Oltre che scrittrice è autrice cinematografica e ha collaborato a diversi film. A 25 anni è ritornata a Belgrado dove ha fondato, insieme ad altre donne, la prima casa editrice femminista serba: '94'. Ha scritto racconti e saggi, e lavorato come corrispondente per vari giornali europei e americani. Ha tradotto in serbo Pier Paolo Pasolini, Elsa Morante, Italo Calvino, Hannah Arendt, Karen Blixen.
Durante la guerra ha pubblicato su internet in inglese il proprio diario scritto sotto i bombardamenti, diventando una delle voci più ascoltate della Serbia. Il diario è stato tradotto in otto lingue e pubblicato in Italia da Fandango col titolo di Normalità. Operetta morale di un'idiota politica.
Attualmente sta lavorando, oltre che al suo nuovo libro Matrimony, scritto direttamente in inglese, a The globalization with Evil, una corrispondenza tra Belgrado e Baghdad con la scrittrice e artista irachena Nuha al-Radi, autrice dei Baghdad Diaries.

“Era normale per me parlare con i miei in serbo-croato, guardare la televisione e parlare con gli amici in italiano e scrivere e pensare in inglese. Questa era più che una schizzofrenia, era una sofferenza enorme. Quando poi ho avuto mia figlia dopo tanti anni, ho detto mai e poi mai, tutte le tragedie vanno bene, però vivere in tre lingue contemporaneamente non glielo posso permettere. Viaggiavo molto, ma lei la lasciavo a casa così imparava una lingua bene, e a sentirsi bene emotivamente. Dopo molti anni ho capito che questa tripartizione linguistica era un tesoro.., perché è vero che la lingua è la vita, è una risorsa. Io ho capito che quando parlo e scrivo in serbo sono molto emotiva, quando parlo e scrivo in inglese sono molto precisa, quando parlo e scrivo in italiano sono molto brillante, però queste cose non posso metterle insieme nello stesso tempo” Jasmina Tesanovic


" 20 marzo 1998
E' stato un mese terribile, specialmente nelle scorse settimane. hanno ripreso con le uccisioni, in Kosovo stavolta. Siamo di nuovo testimoni che non vedono. Sappiamo quello che sta capitando, ma siamo ciechi. Non so davvero se dovrei fare qualcosa. E nemmeno sono le uccisioni a togliermi ogno giorno un po' di vita. E' l'indifferenza, che mi fa sentire come se niente contasse nella mia vita. Non importa se scriviamo o no. Non importa neanche se vediamo, se ci muoviamo, se cerchiamo di migliorare la situazione o uccidiamo e basta, distruggiamo e continuiamo con il nostro egoismo bestiale. Tutta la mia vita è in crisi: mi sembra priva di senso. Il mio è un paese , una lingua, una cultura, che se ne frega di tutti gli altri e di cui tutti gli altri se ne fregano. Sono paralizzata dalla testa ai piedi, perchè non sono abituata a combattere, non sono abituata alle uccisioni. Non credo più a nessuno, nemmeno a me stessa " da normalità. operetta morale di un'idiota politica