Roberta Biagiarelli (Pesaro e Urbino) è attrice/autrice e produttrice teatrale. Si forma alla scuola dell’esperienza di Laboratorio Teatro Settimo (TO), gruppo con cui lavora dal 1988 al 2001.

In parallelo collabora a produzioni con la Cooperativa Transteatro di Fano (PU), il Centro sperimentale e di ricerca teatrale di Pontedera (PI), la Cooperativa Moby Dick di Mira (VE), il Centro Armunia di Castiglioncello (LI) e il Centro Corte Ospitale di Rubiera (RE).
Nel 2002 fonda la Compagnia BABELIA &C. che ad oggi ha al suo attivo quasi 400 repliche in Italia e all’estero della narrazione civile
A come Srebrenica, gli ultimi lavori sono:
Reportage Chernobyl (2004) per la regia di Simona Gonella e
Resistenti, leva militare ‘926 (2006), quest’ultimo lavoro è corredato dalla pubblicazione di un libro edito dalla casa editrice Titivillus.
Produce in occasione del decennale del Genocidio di Srebrenica (1995/2005) il documentario
SOUVENIR SREBRENICA. Si accinge ora a compiere un lavoro di ricerca su Falluja.
pillola: l
avorare nelle intercapedini: di necessità virtù…
L’ho già detto lo scorso anno all’incontro da voi organizzato: sono un’artista pragmatica, molto concreta.
Era metà dicembre e mi ricordo che quel giorno c’era a Torino un gran movimento di persone No Tav, la locandina di Adonella (Marena) è appesa da 365 gg ad una mensola che sta sopra la mia postazione casalinga del computer - l’unica che ho! – e pende sopra la mia testa, quando apro la finestra e arriva vento di mare: svolazza. Vi racconterò, a chi è interessato ad ascoltarmi ovviamente, come si fa una piccola compagnia teatrale (BABELIA&C) di questi tempi in cui tutti si lamentano e tutto sembra impossibile, come man mano è cresciuta e si è sviluppata in me questa strana attitudine a lavorare nelle intercapedini , negli spazi sostenibili, per usare una parola che piace tanto, come mi sono creata risorse e produzioni e come mi organizzano le tournée degli spettacoli che mi produco da ottobre a maggio , senza avere una struttura alle spalle che mi protegga e che peraltro non disdegnerei…
Come ci si organizza non essendo nata figlia d’arte e non avendo rendite famigliari?
Io lo faccio tra il garage dei miei genitori che funge da magazzino per le scenografie e i materiali tecnici,dove mio padre in pensione stipa fly-case e scatoloni mentre mia madre fa manutenzione ai costumi oltre ad un ottimo servizio lavanderia. L’altro pezzo forte della Compagnia è stato fatto 5 anni or sono, l’acquisto di Kangoo rossa (furgoncino e mia auto “civile”) che mi guido per 50.000 chilometri l’anno e quando vado dal meccanico a fare il tagliando ogni volta quasi sviene.
Faccio l’attrice di teatro ricordandomi il 16 di ogni mese di andare a pagare l’F24, un modulo che serve a pagare i contributi in banca e poi il commercialista, e poi le buste paga e poi e poi e poi… Faccio un sacco di cose che come attrice forse non dovrei fare, a volte sono obblighi altre volte sono piaceri. Ma il grosso lo faccio intercettando i mercati lasciati liberi dai signori padroni delle oligarchie del teatro italiano , annusando come un segugio delle possibilità lavorative, sfruttando al meglio le mie innate capacità nel creare connessioni e relazioni e un po’, affidandomi … alla vita. Il tutto per 24 ore al giorno per tutto l’anno.
E’ una indipendenza strappata con i denti, e ad oggi non la sostituirei con nulla d’altro.
La passione non dà tante alternative, ma se non fiorisce resta frustrazione, io mi sono inventata un modo per farlo il teatro in una Italia di sinistri sudditi, e lo faccio, facendo fatica , come tutti quelli che lavorano sul serio, ma sono orgogliosa di farlo, perché sono convinta che non serva solo alla soddisfazione di una mia necessità vitale, ma anche al pubblico che decide di andare liberamente a teatro e di condividere un bene comune.
All’ultimo concerto ho letto che Patty Smith distribuiva delle spilline con su scritto: NON CI RESTA ALTRO CHE IL FUTURO. Ecco, io vorrei esserci in quel futuro, vorrei esserci con tutte le persone che sentono come me.